Cos’è l’indice PUE?

Oggi le aziende si trovano a dover affrontare problemi che a prima vista potrebbero sembrare contraddittori, come garantire lo sviluppo dei sistemi informativi e, allo stesso tempo, ridurre il loro impatto ambientale. In realtà esistono soluzioni atte a raggiungere entrambi gli obiettivi: gli indicatori tecnici, ad esempio, aiutano le aziende a rispettare lo sviluppo eco-sostenibile senza perdere efficienza e produttività delle tecnologie IT. L’indice di riferimento è il PUE (Power Usage Effectiveness), che ha la funzione di riflettere l’efficienza energetica di un data center.

Premesse

I datacenter sono luoghi in cui vengono raggruppate le apparecchiature IT (Information Technology) e di telecomunicazione di un’azienda. Dando supporto ad un elevato numero di server, le infrastrutture dei centri dati consumano molta energia elettrica e, di conseguenza, molto calore. Per evitare che lo spazio limitato di un data center si surriscaldi, è molto importante dotarsi di un sistema di raffreddamento efficiente.

Perché concentrare così tanti server in una stanza?

Concentrando un alto numero di server in un’unica stanza, si è creato un problema dove non c’era: il surriscaldamento all’interno delle sale computer.

La sfida è diventata quindi raffreddare i server… Ma perché è fondamentale farlo? Semplice, perché il datacenter, grazie all’efficienza dei dispositivi che ospita, offre soluzioni e notevoli vantaggi per l’economia e lo sviluppo delle aziende. Vediamone alcuni:

  •  Può capitare che un’azienda disponga di molte componenti informatiche ma che non riesca a supportarle tramite un’alimentazione adeguata nei propri locali; in questi casi emerge il bisogno di un alimentatore sicuro e ininterrotto per far funzionare i server di proprietà.
  • Le apparecchiature IT si rivelano utili solo se dispongono di una connessione ad alta velocità alle grandi reti di telecomunicazioni, che nutrono i data center ancor prima delle sedi aziendali.
  • I dispositivi devono essere vicini tra loro per funzionare in modo ottimale, soprattutto quando un server di archiviazione deve “parlare” ad un server di calcolo. Se c’è troppa distanza fisica tra i due, si crea uno svantaggio che influisce sulla loro capacità di elaborazione; ecco perché non è sempre possibile espandere la propria rete di computer usufruendo di un sito remoto.
  • Va ricordato infine che il centro dati è uno spazio ad alta sicurezza, contenente dati riservati che devono essere protetti; è più facile rendere sicuro uno spazio piccolo che uno grande.

I data center – come luoghi in cui si concentrano le apparecchiature informatiche – si pongono quindi il problema della dissipazione termica pur rappresentando la soluzione migliore per l’hosting dei dati.

Cos’è l’indice PUE, quindi?

Il PUE (Power Usage Effectiveness) è un indicatore usato per misurare l’efficienza energetica di un data center. In altre parole, il PUE valuta le prestazioni del centro dati calcolando il rapporto tra l’energia che utilizza nel suo complesso e quella utilizzata dalle sole apparecchiature IT, prese singolarmente.

L’indice PUE varia quindi in base al datacenter, al suo design, al suo tasso di occupazione e anche ad altri criteri, come la temperatura esterna.

Dato il calore emesso da un centro dati, si intuisce perché il PUE è riconducibile principalmente all’energia dedicata al raffreddamento delle sale computer. L’indice può comprendere – su scala ridotta – il consumo energetico, l’illuminazione, la supervisione e la sicurezza.

Alcuni ordini di grandezza del PUE

Non è facile capire quanta energia venga spesa per raffreddare l’infrastruttura IT; una sala computer di 1000 m² in un centro dati può facilmente consumare 2 MW, per farsi un’idea.

Oggi molti data center hanno un PUE di 1,7, il che significa che 1,4 MW vengono utilizzati per il raffreddamento dell’infrastruttura e tutto il resto. Nonostante l’indice PUE tende a diminuire, il consumo dovuto al raffreddamento rimane considerevole ed è uno dei principali fattori di inquinamento digitale.

DATA4 risponde alla grande sfida eco-sostenibile esercitando un costante controllo del proprio impatto ambientale. La progettazione di ogni nuova costruzione di datacenter è ottimizzata in modo che ci si possa aspettare un PUE teorico di 1,22; l’obiettivo è di ridurre il consumo complessivo di quasi 1 MW, offrendo così una soluzione che sia efficiente dal punto di vista energetico e, insieme, altamente competitiva.

Come ridurre l’indice PUE

Ridurre il PUE di un centro dati sta quindi diventando una sfida importante per limitare i costi e l’impatto ecologico delle aziende. Esistono diverse soluzioni per abbassare il PUE, tutte efficaci e realizzabili in misura maggiore o minore:

  • Consentire una temperatura di esercizio più elevata (e fortunatamente i server dei computer di oggi lo consentono sempre di più).
  • Ridurre la densità e quindi la potenza per m² consumato: questa soluzione facilita la dissipazione del calore ma va contro le esigenze attuali, che richiedono densità sempre maggiori per far fronte ad apparecchiature molto dense.
  • Migliorare la circolazione di aria fresca nelle sale computer (mediante soluzioni di contenimento, ad esempio).
  • Ottimizzare la produzione di aria fresca: obiettivo che può essere raggiunto in diversi modi, ad esempio l’uso misto della circolazione dell’aria esterna e l’utilizzo di scambiatori di calore. Soluzione, questa, che raffredda l’aria circolante sfruttando una temperatura esterna più bassa.
  • Installare sale computer nell’estremo Nord o sotto il mare: soluzione che può sembrare molto efficace ma che implica degli inconvenienti pratici non indifferenti.

DATA4 si posiziona in questo ambito come un esperto, implementando tecniche all’avanguardia – basate sull’Intelligenza Artificiale – per supportare la gestione delle infrastrutture di alimentazione e raffreddamento.L’obiettivo a breve termine è quello di ridurre il PUE a 1,22, e forse abbassarlo ancora di più in futuro.