DATA4, il primo operatore di colocation a proporre un servizio di DCIM integrato

DATA4, che da fine 2018 è dotata di una potente soluzione per la gestione della propria infrastruttura data center, decide di renderla accessibile a tutti i clienti attraverso un portale. Così facendo le aziende possono ottenere vantaggi concreti in termini di sicurezza, capacità organizzativa, risparmio energetico e rispetto delle norme ambientali.

 

 

Con l’aumento delle dimensioni dei data center, si rende necessario controllarne i consumi elettrici e la disponibilità e la loro gestione diventa quindi sempre più critica. Tuttavia oggi, per aiutare i gestori dei data center nei loro compiti, sono disponibili apposite applicazioni per la supervisione delle infrastrutture (DCIM, Datacenter Infrastructure Management). Questi strumenti fanno seguito ai software di BMS/BIM (Building Management System/Building Information Modeling), integrandone le funzionalità. Il DCIM serve a controllare il consumo di energia elettrica e l’impianto di climatizzazione e identifica i dispositivi informatici rack per rack, la loro posizione all’interno del data center e le loro caratteristiche hardware e software. Tutto questo avviene con l’obiettivo di ottimizzare la distribuzione elettrica, il raffreddamento e la disposizione fisica delle risorse, in modo da ottenere una riduzione degli incidenti e del consumo di energia elettrica e una pianificazione delle capacità (capacity planning) avanzata.

Se a prima vista solo i gestori di data center sono interessati dal DCIM, in realtà anche i loro clienti approfittano dei vantaggi offerti da questa soluzione; basti pensare alla riduzione dei costi (sono loro a pagare la corrente) o alla maggiore facilità di accesso alle informazioni necessarie per ottimizzare la gestione dei propri dispositivi.

 

D4 Smart DC, una soluzione già matura per DATA4

 

Secondo un’indagine realizzata dallo studio 451 Research, esistono 5 livelli di maturità di adozione del DCIM presso i provider di servizi di colocation:

 

1: nessun DCIM, a monitorare il data center è il sistema BMS;

2: l’host usa un DCIM per le funzioni base per misurare i consumi di energia elettrica e il funzionamento dell’impianto di climatizzazione.

3: viene adottata una nozione geografica, ossia il fornitore sa in quale preciso punto si trovano ad esempio i gruppi elettrogeni;

4: tutti gli elementi del data center sono dettagliatamente catalogati, inclusi i sottolivelli applicativi (come ad esempio le macchine virtuali). A fini di previsione si utilizzano appositi modelli.

5: sono presenti funzioni di intelligenza artificiale (IA) che tendono verso l’ottenimento di un data center autonomo.

 

DATA4 è l’unico operatore di data center europeo a collocarsi al 4° livello di questo modello. Ma, soprattutto, DATA4 apre il DCIM ai propri clienti come dimostra l’integrazione del software Nlyte, leader del settore secondo una ricerca realizzata dallo studio Gartner. Come impostazione base, il cliente ha accesso alle informazioni relative alle infrastrutture di DATA4. In opzione, però, DATA4 propone anche quello che potremmo definire un “DCIM as a service”: i clienti possono catalogare le proprie risorse nel portale cliente di DATA4 indicando ad esempio che hanno 50 rack in una data sala e che il rack numero 1 contiene un router Cisco, uno switch Juniper, un server Dell, ecc.

Naturalmente il DCIM può funzionare bene solo se ha dati a disposizione e per questo “Abbiamo 5000 rilevatori per edificio, perciò riusciamo ad acquisire ovunque un’infinità di informazioni come temperatura e igrometria e a modellare le sale server in 3D.”, afferma Jérôme Totel, VP Sales Engineering & Product Development del Gruppo DATA4.

 

Notifiche in tempo reale

 

Per i clienti una soluzione DCIM come quella proposta da DATA4 offre notevoli vantaggi. Innanzitutto una riduzione dei rischi di interruzione del servizio, perché il cliente sa quello che succede in tempo reale. Se ad esempio viene avvertito del fatto che un gruppo elettrogeno ha smesso di funzionare o che uno dei server inizia a riscaldarsi troppo (anche se l’infrastruttura continua a funzionare), può agire d’anticipo e prevenire una potenziale catastrofe, riparando il gruppo elettrogeno o spostando il contenuto del server in un altro dispositivo. In altre parole, può prevenire e trovare un piano B finché è ancora in tempo. “I nostri clienti possono gestire il data center come se fosse tutto loro. Questo permette davvero di smarcarci dalla concorrenza.”, chiosa Youmma Malak, VP Marketing Group di DATA4. Il tutto, senza dover acquistare un’onerosa licenza DCIM…

 

Il capacity planning semplificato

 

Anche la gestione delle capacità IT è facilitata dal DCIM. “L’obiettivo è fare in modo che i clienti acquistino esattamente quello di cui hanno bisogno in termini di risorse IT (server, spazi di archiviazione, rete) e che siano coscienti delle capacità di cui dispongono in materia di potenza elettrica, raffreddamento o anche semplicemente metri quadri e cablaggio, il tutto in tempo reale.”, dichiara Jérôme Totel. Quindi non occorrerà più attendere 2 giorni per sapere se è possibile aggiungere un nuovo server per il marketing e il cliente guadagnerà molto in termici di efficacia.

Inoltre conoscere bene il proprio data center è utile anche per garantire il rispetto delle norme. Per compilare i documenti necessari per la redazione del rapporto annuale in materia di CSR, ad esempio, l’azienda deve essere in grado di indicare l’impatto ambientale del data center sia a livello dei propri singoli dispositivi, sia a livello dell’infrastruttura che lo ospita. DATA4 offre questa possibilità perché la soluzione D4 Smart DC contiene nel proprio database tutte le informazioni di carattere tecnico fornite dai vari fabbricanti. Ma DATA4 si spinge ancora oltre proponendo un modulo complementare disponibile nel portale cliente che fornisce informazioni di carattere ambientale che coprono tutto il ciclo di vita della risorsa IT, dalla quantità di terre rare al volume di acqua impiegati per la fabbricazione, passando per la quantità di CO2 emessa per il riciclo/smaltimento.

 

Gli albori dello smart datacenter

 

“DATA4 è solo all’inizio del processo che porta verso un data center automatizzato e intelligente, ma è comunque in anticipo rispetto alla concorrenza.”, afferma Jérôme Totel. Un esempio? Oggi se un’azienda aggiunge un server al proprio rack, grazie al DCIM sa subito se il rack dispone della potenza elettrica necessaria per garantirne il funzionamento. In futuro potrà modellare i punti più caldi generati dal nuovo server e, se necessario, modificarne la posizione. Nel frattempo DATA4 si prepara all’emergere della manutenzione predittiva e dell’IA raccogliendo il maggior numero d’informazioni possibile attraverso i 5000 rilevatori installati in ognuno dei suoi 15 data center e centralizzandoli nel suo database. Un compito ingrato e che passa inosservato, ma che costituisce la base del data center di domani.